Domande frequenti

Le domande che ci fanno davvero

Raccolte come arrivano: dai dirigenti prima di adottare, dalle segreterie durante l'avviamento, dai DPO quando devono firmare qualcosa. Se manca la vostra, chiedetecela.

La norma e la conformità

Che cos'è l'Allegato Tecnico MIM «Organi collegiali on line»?

È il documento del Ministero dell'Istruzione e del Merito, datato 28 aprile 2026, che fissa i requisiti tecnici che una piattaforma deve soddisfare perché le sedute degli organi collegiali svolte a distanza producano atti validi. Tocca nove ambiti: principi di trasparenza e verificabilità, identificazione e accesso, votazioni, sicurezza, GDPR, verbali e conservazione, malfunzionamenti e dichiarazione di conformità del fornitore.

Una seduta svolta a distanza produce delibere valide?

La validità dipende dal rispetto delle regole dell'organo — convocazione regolare, numero legale, maggioranza richiesta — e dalla possibilità di dimostrarlo in seguito. DeliberaCerta rende quella dimostrazione automatica: la convocazione con i destinatari fotografati, le presenze con metodo e orario, la votazione con aventi diritto e regole fotografati all'apertura, il verbale consolidato con la propria impronta. È ciò che l'Allegato chiama ricostruzione ex post del procedimento deliberativo.

La conformità è certificata da qualcuno?

Non esiste, a oggi, una certificazione ministeriale di prodotto. Quello che esiste, e che la sezione 9 dell'Allegato chiede, è la dichiarazione di conformità del fornitore accompagnata dalla documentazione tecnica delle garanzie. Nel nostro caso quella documentazione è una mappa che, per ogni requisito, indica il punto del codice che lo realizza e il test automatico che lo verifica. Preferiamo mostrare la verifica che affermare la conformità.

La conformità dipende anche da come installate la piattaforma?

Sì, e lo diciamo apertamente. La parte applicativa è realizzata e coperta da test. Cifratura del disco, TLS, backup, segregazione degli ambienti e conservazione a norma dipendono dall'infrastruttura: per questo alla fornitura si accompagna una lista di verifica da completare per ogni installazione, che è il presupposto della dichiarazione di conformità.

Votazioni e scrutinio segreto

Nello scrutinio segreto si può risalire a chi ha votato che cosa?

No. La scheda segreta non ha l'identificativo del votante, non ha alcuna colonna temporale e il suo identificativo è casuale, quindi non porta con sé l'ordine di arrivo. L'orario esiste solo nel registro dei votanti, che serve a impedire il doppio voto e non ha nulla con cui accoppiarsi. Il registro attività annota che una persona ha votato, mai che cosa. Questo vale anche per l'amministratore di sistema, perché è una proprietà dello schema dei dati e non un permesso da negare.

Come si impedisce il doppio voto se la scheda è anonima?

Con un registro dei votanti separato dalle schede: la registrazione avviene in transazione con blocco, quindi due tentativi simultanei non passano entrambi. Il registro dice che quella persona ha votato; non dice come, e non è accoppiabile a una scheda.

Chi può aprire e chiudere una votazione?

Solo chi presiede. Aprire una votazione, aprire uno scrutinio segreto, chiudere, annullare e ripetere sono permessi vincolati nel codice, con il riferimento alle sezioni 4.1, 4.3 e 8 dell'Allegato citato accanto al vincolo. Nella matrice dei permessi compaiono con il lucchetto, l'interruttore non risponde, e nemmeno un'eccezione per singola persona li sblocca.

Che cosa succede se una votazione va storta?

Non si corregge: si annulla indicando una motivazione obbligatoria, e le schede restano agli atti. Se serve, si apre una nuova votazione collegata a quella annullata, con aventi diritto e regole fotografati di nuovo. È quanto prevede la sezione 8 dell'Allegato per i malfunzionamenti.

Il quorum si calcola da solo?

Sì. Le regole dell'organo — percentuale del quorum costitutivo, regola deliberativa fra maggioranza semplice dei votanti, maggioranza assoluta degli aventi diritto e due terzi, trattamento degli astenuti — si impostano una volta. All'apertura la votazione le fotografa; alla chiusura conta le schede, verifica il quorum costitutivo e applica la regola. Cambiare le regole non tocca le votazioni già aperte.

Presenze e numero legale

Come funziona il QR delle presenze?

Sul monitor della sala si proietta un codice che ruota ogni 15 o 30 secondi. Dietro c'è una firma crittografica legata alla seduta e alla finestra temporale corrente. Ciascun componente lo inquadra dal proprio telefono: la decodifica avviene sul dispositivo, nessuna immagine viene inviata. Un codice più vecchio della finestra precedente viene rifiutato, quindi fotografarlo e mandarlo a chi è a casa non serve.

E se qualcuno non riesce a inquadrare il codice?

C'è un inserimento manuale accessibile, e in ultima istanza la rettifica manuale della presenza da parte di chi presiede — che però richiede sempre una motivazione, registrata insieme all'autore e al momento.

Si può verificare il numero legale durante la seduta?

Sì. Chi presiede apre una verifica: a chi risulta presente viene chiesto di inquadrare di nuovo il codice, e un banner compare sia nella seduta sia sul proiettore. Ogni nuova scansione vale come conferma. È lo strumento che serve quando qualcuno chiede la verifica del numero legale prima di una votazione delicata.

Nelle sedute miste i presenti in sala e quelli collegati stanno in due elenchi?

No, il registro è uno solo. Chi ha inquadrato il codice in sala e chi è entrato nella stanza video compaiono nella stessa tabella, ciascuno con il proprio metodo di rilevazione e gli orari di ingresso e uscita, e il contatore del numero legale li conta insieme.

Uso quotidiano

Serve installare qualcosa?

No. Si usa il browser, sul telefono come sul computer. Lo scanner del QR usa la fotocamera dal browser, la videoconferenza è WebRTC. Non c'è nessuna applicazione da distribuire e aggiornare.

Si entra con SPID?

Oggi l'unico modo di entrare è «Entra con CIE», al livello di autenticazione L2 verificato sul token restituito dalla federazione. È una scelta di conformità alla sezione 3 dell'Allegato: identità digitale forte e nessuna credenziale condivisa. Nel sistema le password non esistono proprio.

Chi non è in anagrafica può registrarsi da solo?

No, e non è una limitazione temporanea: l'auto-registrazione è esattamente ciò che la norma vuole evitare. L'anagrafica la carica la segreteria, da CSV con validazione riga per riga e anteprima. Chi non c'è non entra, e il tentativo resta agli atti in forma non identificante.

Quanto è grande un organo che regge la stanza video?

Fino a circa 200 partecipanti, sufficiente per un collegio docenti. Oltre una soglia configurabile (25 per impostazione predefinita) la stanza passa in modalità assemblea: la telecamera resta attiva solo per chi ha la parola, per chi ha convocato e per i moderatori.

La piattaforma è accessibile secondo la normativa?

L'interfaccia è progettata per il livello WCAG 2.1 AA che la L. 4/2004 e le linee guida AgID impongono alle pubbliche amministrazioni: contrasti verificati sui due temi, focus visibile ovunque, navigazione completa da tastiera, testo scalabile al 200%, stati e esiti mai affidati al solo colore, etichette esplicite sugli elementi interattivi. L'interfaccia è interamente in italiano ed è pensata prima per il telefono.

Un docente che lavora su due scuole come fa?

Ha un ruolo per ciascuna scuola e passa dall'una all'altra; i due contesti non comunicano. Il cambio di scuola è registrato nel registro attività.

Dati, privacy e infrastruttura

Dove passano audio e video della seduta?

Su un server WebRTC proprietario, ospitato insieme alla piattaforma. Non c'è un servizio di videoconferenza commerciale nel mezzo, quindi non c'è un terzo che processi i contenuti della seduta né un trasferimento extra-UE da giustificare.

La trascrizione manda l'audio a un servizio esterno?

No. Il riconoscimento vocale è self-hosted: l'audio non lascia il server e all'applicativo torna solo testo. La trascrizione è inoltre effimera — nessun segmento viene salvato — ed entra nel verbale solo ciò che il redattore inserisce e salva. Resta responsabilità di chi redige informare i presenti che la seduta viene trascritta.

Ci sono cookie o banner di consenso?

Nella piattaforma esistono due soli cookie, entrambi tecnici e di prima parte, più una chiave di memoria locale per ricordare il tema chiaro o scuro. Nessuno script di terze parti, nessuna profilazione. Per i soli cookie tecnici il consenso non è dovuto: non c'è quindi nessun banner. Anche questo sito di presentazione è statico e senza cookie.

Chi è titolare del trattamento?

Ciascuna istituzione scolastica, per i dati dei propri organi. Il fornitore è responsabile del trattamento ai sensi dell'art. 28 GDPR, e la nomina fa parte della fornitura.

La DPIA la fate voi?

Consegniamo una bozza tecnica di valutazione d'impatto per il sistema di voto digitale — che l'Allegato chiede espressamente — insieme all'inventario dei trattamenti ancorato al codice. L'adozione però spetta al titolare con il proprio DPO: la DPIA la firma la scuola. Anche le basi giuridiche indicate nel modello di informativa restano proposte da valutare.

I dati vengono cancellati?

Sì, e non solo nell'informativa. La conservazione si imposta per istituto e un processo notturno cancella oltre il termine presenze e scansioni, documenti (file e riga) e verbali (snapshot e riga); ogni cancellazione finisce nel registro attività. Il registro attività è escluso per scelta motivata: è ciò che dimostra la regolarità e l'integrità del procedimento nel tempo.

Adozione e assistenza

Che cosa comprende il piano?

C'è un solo piano, il Collegiale, e comprende la seduta con tutto ciò che vi accade dentro — sedute e convocazioni, presenze e numero legale, votazioni, documenti e presa visione, verbali, firma con CIE ID, trascrizione, videoconferenza, soglia di attenzione, interventi e chat — più le elezioni degli organi e la bacheca delle circolari. Anagrafica e ruoli, organi collegiali, impostazioni e permessi e il registro attività sono sempre inclusi per ogni scuola.

Quanto tempo serve per partire?

I passi sono quattro: caricare l'anagrafica da CSV, istituire gli organi e definirne la composizione, completare l'onboarding presso la federazione CIE partendo dall'ambiente di collaudo, e tenere la prima seduta con l'assistenza in affiancamento. La matrice dei permessi si adatta alle abitudini dell'istituto, non il contrario.

L'assistenza tecnica può modificare le nostre delibere?

No. Il personale di piattaforma non appartiene a nessuna scuola, e senza appartenenza il controllo dei permessi nega ogni operazione sui dati deliberativi. Quando entra in una stanza video la sua presenza è segnalata a tutti e non conta ai fini di quorum, presenze e votazioni: è l'unica connessione che non viene iscritta nel registro presenze. Le azioni dell'assistenza, comprese le attivazioni dei moduli, finiscono nel registro attività.

Vuoi vedere DeliberaCerta sulla vostra scuola?

Una dimostrazione dura mezz'ora e si fa sui vostri organi: il vostro consiglio, i vostri numeri, una votazione vera dall'apertura all'esito.