Il voto elettorale
Le elezioni degli organi, dall'indizione allo scrutinio
L'elezione non è una votazione di seduta: ha un proprio elettorato, liste con candidati, una cabina di voto e un seggio. DeliberaCerta la porta dall'indizione allo scrutinio tenendo ferme due cose che nel voto elettorale contano più di ogni altra: che la scheda non sia collegabile all'elettore, e che le regole con cui si è votato non cambino a urne aperte.
Indizione, posti da eleggere, elettorato
Si sceglie il tipo di elezione — rappresentanti degli studenti nel consiglio di istituto, consulta provinciale, altro — il titolo e il numero di posti. L'elettorato, per impostazione predefinita, sono gli studenti attivi della scuola. L'elezione nasce indetta, cioè in bozza: liste, candidature e regole sono ancora modificabili.
Presenza a scuola e livelli di sicurezza, cumulabili
Si decide quante preferenze può esprimere l'elettore — una o due, sempre entro la lista votata — e si attivano i controlli sul voto:
- QR di presenza a scuola, che ruota a un intervallo scelto fra 3 secondi e 1 minuto. Come per le presenze in seduta, il codice è una firma legata alla finestra temporale: vale per la finestra corrente e per quella precedente, poi scade. Una scheda fotografata e girata a chi è fuori non serve a niente.
- Verifica della posizione, che controlla che il dispositivo sia entro un raggio dalle coordinate della scuola.
Sono cumulabili: se sono attivi entrambi, chi vota deve superarli entrambi. E si modificano soltanto finché l'elezione è in bozza — all'apertura si congelano.
Liste e candidature
Ogni lista ha un nome e un motto, e vi si aggiungono i candidati cercandoli nell'elettorato: la ricerca propone solo chi ne fa parte e non è già candidato altrove. Una persona può stare in una lista sola.
Per aprire la votazione serve almeno una lista con un candidato. All'apertura vengono fotografati gli aventi diritto e congelate liste e regole.
Il seggio digitale e la cabina di voto
Nell'aula-seggio si proietta la vista monitor: il QR di presenza che si rigenera da solo con il conto alla rovescia alla prossima rotazione, le liste e l'affluenza in tempo reale.
L'elettore, nella propria cabina, sceglie una lista e fino alle preferenze consentite fra i suoi candidati, oppure scheda bianca, e conferma. Se il QR di presenza è attivo, l'applicazione apre lo scanner e chiede di inquadrare il codice esposto sul monitor: la decodifica avviene sul dispositivo, ma la verifica è comunque rifatta dal server.
Oltre il numero di preferenze consentito la selezione si blocca, e le preferenze valgono solo per i candidati della lista scelta.
Nessun risultato prima della chiusura
A votazione in corso i conteggi non sono leggibili da nessuno — nemmeno da chi ha indetto l'elezione. Si calcolano e si scrivono solo alla chiusura: schede bianche, voti per lista, preferenze per candidato. Da quel momento i risultati sono visibili a chi ha il permesso di vederli, ed esportabili in CSV e JSON per la conservazione agli atti.
Come nel voto di seduta, la scheda registrata non porta il riferimento all'elettore e il registro attività annota l'atto di voto, mai la scelta. Il doppio voto è impedito dal registro dei votanti, che è una cosa separata dalle schede. E vota solo chi risulta nell'elettorato fotografato all'apertura: anche il dirigente che ha indetto l'elezione, se non è uno studente, legge «non risulti nell'elenco degli aventi diritto».
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